A cura di Antonella Prudente

Cinquanta squadre iscritte, circa 200 titolari e 250 partecipanti complessivi, comprese le riserve: sono i numeri di una manifestazione scacchistica che ha riunito giocatori di tutte le età, confermando la vitalità del movimento campano e il valore degli scacchi come strumento di competizione, crescita personale e socializzazione.

Tra i dati più significativi spiccano gli oltre 70 under 18 e la presenza di quattro squadre femminili. Il torneo ha visto inoltre la partecipazione di diversi Maestri FIDE, a testimonianza di un livello tecnico elevato e di un confronto capace di mettere insieme giovani talenti e giocatori esperti.

L’evento ha coinvolto tutte le province della Campania, da Napoli a Caserta, Salerno, Benevento e Avellino, con partecipanti arrivati anche da Capri. Una presenza ampia che dimostra la capacità degli scacchi di unire territori e realtà associative differenti. A rappresentare il Comitato regionale Campania della Federazione Scacchistica Italiana è intervenuto il vicepresidente Roberto Cerrato, presente anche in occasione delle premiazioni, il quale ringrazia Luca, per lo straordinario lavoro svolto. “Non è la prima volta che Luca organizza qualcosa del genere, è sempre riuscito. Noi lo ringraziamo come Comitato, perché lavorare con questi numeri non è facile”

Luca Felace è il protagonista a cui il vicepresidente Cerrato fa riferimento.  Presidente dell’associazione scacchistica A.S.D. Scacchistica Giuglianese dall’età di 18 anni, oggi, a 34 anni, Felace affianca all’impegno sportivo il lavoro di consulente presso gli stabilimenti di Leonardo, già Finmeccanica, un’esperienza che gli permette di sottolineare il valore degli scacchi anche al di fuori dell’ambito agonistico.

«La disciplina degli scacchi aiuta tantissimo nella vita quotidiana, soprattutto nelle situazioni lavorative», spiega Felace, evidenziando come concentrazione, ragionamento strategico e capacità decisionale siano competenze utili in ogni contesto.

L’organizzazione di un appuntamento di queste dimensioni ha richiesto il coinvolgimento di quattro arbitri, necessari per garantire il regolare svolgimento delle partite. Il tema apre una riflessione sulla disponibilità di ufficiali di gara a livello nazionale. La Campania può contare su un buon numero di arbitri, alcuni dei quali collaborano anche con altre regioni, ma la crescita delle manifestazioni rende importante investire ulteriormente nella formazione.

Tra le prospettive per il futuro emerge la proposta di realizzare un centro scacchistico di riferimento per il Mezzogiorno, una struttura dedicata a tornei, campionati e attività formative. Un polo stabile potrebbe facilitare l’organizzazione delle competizioni, comprese quelle del Campionato italiano a squadre, e offrire nuove opportunità alle società del Sud. Per raggiungere questo obiettivo sarà fondamentale il sostegno delle istituzioni e una collaborazione concreta tra le associazioni.

Proprio il lavoro condiviso è uno degli aspetti sottolineati da Felace, secondo cui la gestione di una società sportiva non può ricadere esclusivamente sul presidente, il coinvolgimento di consiglieri e soci, insieme alla creazione di iniziative comuni, è essenziale per rendere il movimento più solido e favorire la partecipazione.

Il giovanissimo Presidente ha raccontato anche il lato personale di questo impegno, ricordando il sostegno della moglie Lidia, che definisce affettuosamente la sua «regina». Dietro l’organizzazione di tornei e attività associative ci sono sacrifici e responsabilità che coinvolgono spesso l’intera famiglia, il cui supporto diventa prezioso nei momenti più impegnativi.

Il valore educativo degli scacchi emerge con particolare forza nella testimonianza di Mariagrazia Valentino, mamma di Jacopo, tredicenne che partecipa ai tornei accompagnato dai genitori. Pur non giocando, considera queste esperienze occasioni importanti per la formazione del figlio.

Gli scacchi, spiega, permettono ai ragazzi di confrontarsi con persone di età e provenienze diverse, sviluppando capacità relazionali e favorendo il dialogo tra generazioni. Per questo ritiene che la disciplina meriterebbe maggiore spazio nelle scuole, grazie alla sua capacità di stimolare logica, metodo, organizzazione e rispetto delle regole.

In una società sempre più legata alla dimensione virtuale, la scacchiera offre un’opportunità concreta per imparare a riflettere prima di agire, valutare le conseguenze delle proprie scelte e assumersi le proprie responsabilità. Anche le trasferte diventano occasioni di arricchimento culturale e sociale per i genitori, trasformando il torneo in un’esperienza condivisa.

I numeri della manifestazione raccontano, quindi, una realtà che va oltre la competizione: una comunità capace di coinvolgere giovani, donne, maestri, dirigenti e famiglie…dalla scacchiera alla tavola.

Aforisma a tema:

“Gli scacchi insegnano a pensare prima di agire, a rispettare le regole e a crescere insieme: perché la vittoria più grande non è dare scacco matto all’avversario, ma costruire una comunità attraverso lo sport.”