a cura di Antonella Prudente
Terza giornata del Campionato Italiano a Squadre Under 20 – 30 ottobre/2 novembre 2026 – Palacultura, Piazza Annunziata, Brolo (ME). Una giornata nella quale lo sport diventa occasione di incontro tra generazioni, cultura e identità. La testimonianza di Cono Ziino, ottantenne custode della memoria brolese, e la presenza del presidente federale Luigi Maggi raccontano il valore più profondo di una manifestazione che va ben oltre la competizione.
«La storia è il presente. Chi non conosce la storia difficilmente può capire il presente». È una frase semplice, ma straordinariamente potente, quella pronunciata da Cono Ziino, ottant’anni, nato e cresciuto a Brolo, volontario e appassionato custode delle tradizioni e della memoria storica del territorio. Una frase che sembra diventare il filo conduttore della terza giornata del Campionato Italiano a Squadre Under 20, in corso al Palacultura di Brolo, dove giovani scacchisti provenienti da diverse realtà si confrontano sulla scacchiera, costruendo esperienze sportive e umane che accompagneranno il loro futuro.
Oltre al valore agonistico, questa manifestazione rappresenta infatti un’occasione preziosa per conoscere una città che, affacciata sulla costa tirrenica e con le Isole Eolie all’orizzonte, custodisce un patrimonio di storia, tradizioni e cultura. Brolo ha scelto di accogliere atleti, accompagnatori e appassionati non soltanto con l’organizzazione sportiva, ma anche attraverso il racconto della propria identità. Ed è proprio in questo contesto che la testimonianza di Cono Ziino assume un significato particolare.
A ottant’anni continua a dedicare energie e passione alla divulgazione della storia locale, dimostrando che il desiderio di conoscere e trasmettere non ha età. Non si definisce un esperto di tecnologia e racconta con simpatia di affidarsi ai suoi cinque nipoti per la scrittura, la revisione e lo sviluppo delle proprie idee. Un bellissimo esempio di collaborazione tra generazioni, nel quale l’esperienza degli anziani incontra la creatività e le competenze dei giovani. Proprio ai ragazzi guarda con grande fiducia: riconosce che oggi hanno opportunità e strumenti che in passato non esistevano e auspica che sappiano utilizzarli per costruire, conoscere e migliorare la società.
La sua passione per la memoria si è concretizzata anche nella realizzazione di un piccolo museo della marineria di Brolo, nato durante il periodo del Covid in uno spazio legato a un’associazione di appassionati di barche e pesca. Un luogo nel quale oggetti, strumenti e testimonianze della vita quotidiana raccontano un passato profondamente legato alla pesca e all’agricoltura, attività che per generazioni hanno sostenuto l’economia e la vita della comunità. Una storia che si intreccia con le caratteristiche particolari della costa tra Capo d’Orlando e Gioiosa Marea, affacciata sul Tirreno e protetta, nella sua particolare conformazione, dalla presenza delle Isole Eolie.

Ma nel racconto di Ziino emerge soprattutto una figura che, a suo giudizio, merita finalmente il posto che le spetta nella storia del territorio: quella delle donne. Le definisce «le eroine» di Brolo. Donne capaci di crescere famiglie numerose, spesso con sei o sette figli, lavorare nei campi, occuparsi della casa e contribuire anche alle attività dei magazzini legati alla produzione e all’esportazione degli agrumi. Una fatica quotidiana immensa, spesso rimasta nell’ombra, ma determinante per lo sviluppo economico e sociale del paese. Un riconoscimento che restituisce dignità a una parte fondamentale della memoria collettiva.
Il dialogo si sposta poi sul castello di Brolo, uno dei luoghi simbolo del territorio, al quale Ziino ha dedicato un importante lavoro di valorizzazione e divulgazione, insieme alle ragazze del Servizio civile e i membri dell’associazione culturale Brolium. L’obiettivo è rendere il castello sempre più patrimonio vivo dei brolesi, riportando alla luce le vicende storiche che lo hanno attraversato e favorendo una conoscenza condivisa delle sue origini. Tra gli argomenti più affascinanti emerge il legame con la storia federiciana e con la figura di Manfredi, figlio di Federico II. Ziino racconta il percorso di ricerca e il ritrovamento di un riferimento documentale contenuto in un antico volume attribuito all’ultima erede dei Lancia, che ha contribuito ad alimentare e sostenere l’ipotesi del legame tra la nascita di Manfredi e Brolo. Una pagina storica che merita ulteriori approfondimenti e che rappresenta, per la comunità, un motivo di particolare interesse e orgoglio.



Ma è un episodio, raccontato durante l’intervista dalla dott.ssa Giovanna La Motta, volontaria presente alla manifestazione sportiva, membro dell’ass. Brolium, a restituire nel modo più emozionante il senso del lavoro svolto da Ziino. È primavera, quasi estate. Alcuni giovani, tra i venti e i trent’anni, stanno passeggiando sul lungomare quando notano un movimento insolito nei pressi del castello. Decidono di salire e scoprono un luogo che alcuni di loro non avevano mai visitato. La visita è quasi terminata, il crepuscolo lascia rapidamente spazio al buio e, a causa dei lavori in corso, manca ancora un’illuminazione adeguata. Eppure i ragazzi non vogliono andare via. Il racconto della storia li ha coinvolti a tal punto che desiderano continuare ad ascoltare. Allora accade qualcosa di straordinario nella sua semplicità: tirano fuori i cellulari e accendono contemporaneamente le torce, illuminando il percorso per non interrompere la visita. Un’immagine che ha emozionato profondamente i presenti e che racchiude un messaggio bellissimo: la tecnologia, spesso accusata di allontanare i giovani dalla conoscenza, può invece diventare uno strumento per avvicinarli alla cultura e alle proprie radici.
Anche il rapporto con gli scacchi si inserisce naturalmente in questa riflessione. Ziino non si considera un grande appassionato della disciplina, ma ne riconosce pienamente il valore educativo. Gli scacchi, osserva, forse non garantiranno necessariamente ai ragazzi un futuro professionale, ma contribuiranno certamente a formarli nell’intelligenza, nel ragionamento e nella capacità di affrontare le difficoltà. Una considerazione che coglie perfettamente il significato più profondo di questo sport: imparare a pensare prima di agire, assumersi la responsabilità delle proprie decisioni, rispettare l’avversario e comprendere che ogni errore può diventare un’occasione di crescita.
A completare il quadro di questa intensa giornata è stata la presenza del presidente della Federazione, Luigi Maggi, che durante la mattinata ha salutato i partecipanti e ha voluto essere vicino ai giovani protagonisti della manifestazione. Nel pomeriggio ha aperto simbolicamente il turno di gioco avvicinandosi alla prima scacchiera, stringendo la mano ai giovani atleti e muovendo il primo pezzo, accompagnato da un sorriso e dall’augurio di buon gioco. Un gesto semplice, ma ricco di significato, che testimonia una presidenza capace di vivere le manifestazioni dall’interno, incontrando i ragazzi, condividendone le emozioni e facendo sentire la vicinanza della Federazione. Dopo Cagliari, San Francesco a Folloni e ora Brolo, una presenza che attraversa luoghi e comunità, con un filo conduttore ben preciso: essere accanto ai giovani. Un presidente che unisce.
La terza giornata del Campionato Italiano a Squadre Under 20 si consegna così non soltanto alla cronaca dei risultati e delle sfide sulle scacchiere, ma anche a un racconto più ampio, nel quale sport, cultura e territorio diventano parti di una stessa esperienza. Brolo offre ai suoi ospiti il fascino della propria storia, l’accoglienza della comunità, le tradizioni marinare e agricole e la bellezza di un paesaggio che guarda alle Eolie. Ma soprattutto offre un’occasione per incontrarsi e riconoscersi attraverso valori comuni.
Da una parte Cono Ziino, ottant’anni, che continua a raccontare il passato perché non venga dimenticato; dall’altra i giovani scacchisti, impegnati a costruire il proprio futuro attraverso studio, concentrazione e passione. Due generazioni che, pur partendo da esperienze diverse, si ritrovano nello stesso desiderio di conoscenza. Ed è forse proprio questa la fotografia più autentica della giornata: la memoria che incontra il futuro, la storia che si trasmette, i giovani che ascoltano e una comunità che riscopre il valore delle proprie radici.
Perché la storia non è qualcosa che appartiene soltanto a ieri. È ciò che ci permette di comprendere chi siamo oggi e di immaginare chi saremo domani. E a Brolo, in questa terza giornata di Campionato, la storia non è rimasta chiusa nei libri o tra le mura di un castello: è arrivata fino alle scacchiere, si è seduta accanto ai giovani e ha continuato a vivere attraverso i loro occhi. Perché il futuro si costruisce facendo tesoro della memoria, proprio come una buona partita si costruisce conoscendo ogni mossa e guardando sempre avanti.