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C’è qualcosa di particolarmente affascinante quando gli scacchi escono dalla scacchiera e diventano parte dello spazio pubblico, della storia e dell’identità di una città. È quanto è accaduto a Nagykanizsa, in Ungheria, dove il 19 agosto è stata inaugurata la “Kanizsa Múzsája”, la Musa di Nagykanizsa, una nuova statua che unisce in modo originale gli scacchi, la musica e l’arte.

L’opera è stata collocata nell’Ady Endre utca, nella zona pedonale della città, di fronte all’Honvéd Kaszinó. A realizzarla è stato lo scultore Becskei Andor e la sua nascita è legata a una doppia importante ricorrenza: nel 2026 ricorrono infatti i cento anni dalla fondazione del Nagykanizsai Sakk Klub e della scuola di musica cittadina, la Farkas Ferenc Zeneiskola. Due istituzioni profondamente radicate nella vita di Nagykanizsa, che hanno attraversato un secolo accompagnando generazioni di cittadini.

La scelta del soggetto è particolarmente significativa. La “Kanizsa Múzsája” rappresenta una elegante figura femminile che tiene in una mano una lira e nell’altra una torre degli scacchi. Due simboli immediatamente riconoscibili, messi insieme per raccontare due tradizioni che appartengono alla storia della città. La musica da una parte, gli scacchi dall’altra; entrambe espressioni di cultura, studio, creatività e disciplina.

La statua è stata donata alla città grazie alla generosità di Szakacsits Szabolcs, cittadino onorario di Nagykanizsa, con il sostegno dell’amministrazione comunale. E proprio la scelta di collocarla in una strada frequentata quotidianamente da cittadini e visitatori rende ancora più interessante il significato dell’iniziativa: non un monumento destinato soltanto agli appassionati o agli addetti ai lavori, ma un’opera inserita nella vita della città, capace di ricordare ogni giorno il valore di due realtà che hanno raggiunto un traguardo davvero speciale.

Per gli scacchisti, naturalmente, l’aspetto più curioso è la presenza della torre. Non è soltanto un pezzo della scacchiera trasformato in elemento decorativo, ma il simbolo concreto di una storia centenaria. Il Nagykanizsai Sakk Klub festeggia infatti nel 2026 il proprio centenario e lo fa in un momento particolarmente importante per gli scacchi della città, con un torneo internazionale che ha riportato Nagykanizsa al centro dell’attenzione del mondo scacchistico.

La cerimonia di inaugurazione della statua è stata infatti inserita nel programma del Kanizsa Open 2026, una manifestazione che dal 15 al 23 agosto ha riunito giocatori provenienti da numerosi Paesi e che rappresenta uno degli appuntamenti principali delle celebrazioni per il centenario del circolo. Il torneo ha avuto anche una particolare rilevanza agonistica, inserendosi nel calendario del FIDE Circuit e ospitando il campionato ungherese individuale open.

Ma la giornata del 19 agosto aveva una protagonista particolarmente importante. Ospite d’onore dell’inaugurazione è stata infatti Judit Polgár, la più forte giocatrice di scacchi della storia e una delle figure più conosciute dello sport ungherese nel mondo. La sua presenza non è casuale e aggiunge alla cerimonia un ulteriore significato, perché Polgár rappresenta probabilmente più di ogni altra persona il prestigio raggiunto dagli scacchi ungheresi a livello internazionale.

Di Judit Polgár avevamo già parlato qualche settimana fa, quando su queste pagine ci siamo chiesti se la grande campionessa potesse un giorno diventare presidente dell’Ungheria. Quella riflessione nasceva proprio dalla particolare considerazione di cui Polgár gode nel suo Paese e dal suo ruolo, ben oltre i risultati ottenuti sulla scacchiera, come ambasciatrice degli scacchi e dei loro valori. Ritrovarla oggi protagonista di una cerimonia dedicata alla storia del gioco in una città ungherese rende ancora più interessante quel collegamento.

E non è tutto. Dopo l’inaugurazione della “Kanizsa Múzsája”, Judit Polgár ha partecipato anche a una simultanea su trenta scacchiere, offrendo così al pubblico un momento di confronto diretto con una campionessa che ha scritto pagine memorabili della storia degli scacchi. La sua presenza ha trasformato una semplice celebrazione del centenario in un appuntamento capace di mettere insieme memoria, cultura e attualità.

La “Kanizsa Múzsája” assume così un significato che va oltre quello di una semplice statua. La figura femminile con la lira e la torre sembra raccontare che gli scacchi, proprio come la musica, non sono soltanto attività da praticare, ma patrimoni culturali che possono entrare nella storia di una comunità e diventare parte della sua identità. Una partita può terminare dopo poche ore, una melodia può durare pochi minuti, ma ciò che entrambe lasciano può attraversare le generazioni.

È forse questo il messaggio più bello della nuova statua di Nagykanizsa. Nel celebrare contemporaneamente cento anni di musica e cento anni di scacchi, la città non guarda soltanto al passato, ma prova a costruire un ponte verso il futuro. La torre stretta nella mano della Musa ricorda infatti che dietro ogni pezzo degli scacchi ci sono persone, associazioni, istruttori, giocatori, famiglie e intere generazioni che hanno contribuito a mantenere vivo il gioco.

A Nagykanizsa, da oggi, questa storia ha anche un volto e un luogo preciso. Chi passerà per l’Ady Endre utca potrà incontrare la “Kanizsa Múzsája” e vedere, riuniti in un’unica opera, una lira e una torre. Due simboli diversi, ma capaci di parlare lo stesso linguaggio: quello della cultura, dell’ingegno e della passione. E per una città che festeggia un secolo di scacchi, difficilmente si sarebbe potuto trovare un modo più originale per ricordarlo.