Calendario Grand Prix 2026

Si è concluso domenica 30 agosto a Calitri il Grand Prix Irpinia Scacchi Estate 2026, il circuito che durante l’estate ha portato gli scacchi in diversi comuni della nostra provincia, trasformando ogni tappa in un’occasione di gioco, incontro e condivisione.

L’ultima giornata si è svolta presso il Salone Parrocchiale della Chiesa di San Canio, dove le scacchiere hanno accolto ancora una volta giocatori vecchi e nuovi della nostra provincia. 

Dopo Guardia Lombardi, Grottaminarda, Lioni, Sant’Andrea di Conza, Ariano Irpino e Montella, il Grand Prix è arrivato così alla sua conclusione proprio a Calitri, con l’ultima prova e la cerimonia di premiazione della classifica generale.

E forse è proprio questo il ricordo più bello che lascia il Grand Prix 2026: non soltanto una graduatoria di punti e piazzamenti, ma la sensazione di aver costruito, tappa dopo tappa, qualcosa che va oltre il risultato della singola partita. Gli scacchi hanno fatto da filo conduttore, mentre i paesi della provincia sono diventati le diverse fermate di un viaggio fatto insieme.

Lo abbiamo visto a Guardia Lombardi, dove giocatori provenienti da diversi comuni si sono ritrovati davanti alle sessantaquattro caselle, e lo abbiamo ritrovato nelle tappe successive, fino all’appuntamento conclusivo di Calitri. Un percorso nel quale la competizione è stata importante, ma non è mai stata l’unico elemento: ogni torneo è stato anche un momento di incontro, di confronto e di scoperta del territorio.

La tappa di Calitri ha avuto inoltre un significato particolare perché arrivava al termine di una classifica generale ancora apertissima. 

Prima dell’ultimo appuntamento erano infatti quattro i giocatori al comando con 27 punti: Alessandro Zimbardi, Federico Maietta, Ustym Sen e Aurelia Stia. Alle loro spalle Piero Caputo, con 25 punti, e Francesco Maietta, a quota 24, erano pronti a giocarsi le proprie possibilità fino all’ultima partita.

Alla fine è stato proprio Piero Caputo a compiere il passo decisivo e a conquistare il primo posto nella classifica finale del Grand Prix Irpinia Scacchi Estate 2026. Al secondo posto si sono classificati parimerito Ustym Sen e Aurelia Stia.

Un risultato che premia non soltanto le singole prestazioni, ma anche il percorso compiuto durante l’estate. La formula del Grand Prix, infatti, ha affiancato ai punti ottenuti nelle varie tappe anche i bonus legati alla partecipazione, dando valore alla continuità e alla presenza lungo tutto il circuito.

La classifica finale racconta quindi la storia di un’estate combattuta, nella quale gli equilibri sono cambiati di tappa in tappa e nella quale fino all’ultimo appuntamento non era possibile conoscere il nome del vincitore.

Ma, al di là della classifica, resta soprattutto il viaggio compiuto insieme. Le scacchiere hanno attraversato l’Irpinia, entrando in luoghi diversi e incontrando comunità diverse. Ci sono stati tornei Rapid, il particolare appuntamento con gli Scacchi 960 a Sant’Andrea di Conza, il Memorial Emanuele Serafino ad Ariano Irpino e le altre prove che hanno accompagnato questa lunga estate scacchistica.

Un viaggio che ha permesso a giocatori esperti e principianti di condividere la stessa passione e che ha mostrato ancora una volta quanto gli scacchi possano essere uno strumento semplice e potente per creare relazioni.

A Calitri si chiude quindi il Grand Prix Estate 2026, ma non si chiude il percorso. Restano le partite giocate, le nuove amicizie, le persone incontrate lungo la strada e la consapevolezza che una scacchiera può diventare un luogo nel quale una comunità si ritrova.

Grazie a tutti i giocatori che hanno partecipato, alle famiglie, agli accompagnatori, agli arbitri, ai collaboratori e alle realtà che hanno ospitato le diverse tappe. Grazie soprattutto a chi ha scelto di esserci, magari per la prima volta, perché è anche da queste presenze che il movimento scacchistico irpino continua a crescere.

Dopo un’estate trascorsa tra scacchiere, partite e piazze diverse della nostra provincia, restano i risultati, certo, ma soprattutto restano le giornate vissute insieme e la voglia di ritrovarsi davanti a una scacchiera e l’attesa per il prossimo appuntamento. Perché, alla fine, scacchi è comunità.